Ospitalità

auguri pasqua 2021

I nostri pensieri sono spesso affollati da tante incombenze, grandi e piccole: questo “ruba” un po’ di spazio alle altre cose.
Ma ciò non vuol dire che siamo privi di attenzione, o di sensibilità, o di fantasia.
No, è la nostra stessa vita che ci porta spesso a scivolare dentro le nostre esistenze, concentrandoci su di esse, come se fossimo dentro una specie di bolla. Così è la nostra immaginazione ad affievolirsi, a venire scavalcata da impegni pressanti e quotidianità irrevocabili.

Vedete, una vacanza è un po’ come un dizionario, che contiene mille e mille parole.
O come una tavolozza di un pittore, con tantissimi colori disponibili.

Presi da soli non servono a molto, in verità: non creano, non ispirano, non ti fanno innamorare, non ti accendono il cuore, nè trovare coraggio, lucidità, o determinazione.

Ma se vengono usati bene, quei termini, quei colori… se assumono forme deliziose, allora ci commuoviamo, ridiamo felici, ci esaltiamo.

I pensieri diventano trasparenti, come cristallo, di colpo troviamo le risposte che cercavamo.
I dubbi pian piano scompaiono, perché ci accorgiamo che le risposte erano già dentro di noi.
E ci ritroviamo a ridere, come bambini, perché ci accorgiamo che la vita è bellissima: eravamo noi ad averla ricoperta con un velo opaco.

Ebbene qui al Germania trovi colori, trovi suoni, trovi mille attività salutari, incontri persone come te, ciascuna con un suo universo da raccontare, dentro di sè.

Ognuno degli Ospiti arriva qui col suo bagaglio di pensieri, di fatiche, di dubbi e di stanchezze.
Li vedi, sono spesso come una tela in attesa dei colori luminosi, come una pagina bianca di un libro, desiderosa di ospitare una storia bellissima.

E la cosa fantastica, realmente meravigliosa, è che sono loro stessi a scrivere quelle parole bellissime.
Sono le famiglie, i bambini che ridono a creare queste coloratissime composizioni, che solo a guardarle ti rendono felice. Ti fanno battere le mani.

Noi? Ah, noi gli offriamo le matite, la carta, le penne, i colori, il cavalletto: gli strumenti per riaccendere l’immaginazione.
Gli mostriamo quelle cose che magari avevano scordato che esistevano.
O che gli parevano non importanti, non prioritarie davanti ai problemi del giorno.

Ma sono loro a scrivere e disegnare storie meravigliose.

Nella migliore letteratura, il vero lettore collabora con l’autore.
I nostri momenti di intimità con un libro sono un dialogo continuo con chi l’ha scritto.
Lui, lo scrittore, apre finestre davanti a noi, certo.
Ma siamo noi ad affacciarci, a godere dell’azzurro del cielo, del rumore delle cicale, della brezza che fa brillare il mare che lui ci lasciava intuire.
Perché vedete, amici, l’immaginazione non è inventare l’inesistente, ma è una capacità accresciuta di guardare la realtà, di vederne il bello.

«Avere fantasia» diceva Thomas Mann, «non significa immaginarsi qualcosa, significa dare importanza alle cose»

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