Carnevale di Venezia

auguri pasqua 2021

CARNEVALE VENEZIANO

Uno dei più apprezzati, famosi, invidiati eventi carnevaleschi del Pianeta. Caratterizzato da tantissima eleganza, magia e persino un affascinante e sensuale mistero…
Le origini sono davvero antiche, se ne parla già nel 1094, ma esisteva da molto prima!
Sulla falsariga dei Panem et Circences degli antichi Romani, il Carnevale era un’occasione per alleggerire la pressione politica dei potenti Veneziani sui Cittadini meno abbienti.
Questi, nell’anonimato delle maschere, potevano persino prendere in giro nobili e ricchi, senza timore di rappresaglie o punizioni.
La maschera annullava temporaneamente ogni differenza sociale o appartenenza a classi.
Era già allegria!

Anche oggi questo rito famosissimo si basa sulla partecipazione incredibilmente allegra e gioiosa al gioco, che si cela dietro le coloratissime maschere.
Corteggiamenti, amori, il ridere senza malizia di un amico che non vi riconosce… È il costume a definire quello che volete essere.
Non a caso, in passato ci si salutava con un “Buongiorno, signora maschera!”.
Insomma, lo sfarzo e la fantasia dei costumi invitano a scattare foto memorabili.
La gioia allegra, che vi circonda, è un invito a godere la vita, con intelligenza, serenità e un pizzico di ironia!

UNA GIOIA PER GRANDI E BAMBINI!

Oggi il Carnevale di Venezia è uno spettacolo per ognuno di noi.
Unito, inoltre, all’incredibile storia, alla bellezza di ogni scorcio della Città lagunare, è – a buon ragione – la Perla del patrimonio turistico italiano!
La quantità di sorprese, magie, stupori che già emozionano gli adulti, per i più piccoli sono una fonte inesauribile di stimoli e fantasia. Cose che influenzeranno potentemente la loro creatività, il modo in cui guarderanno e cambieranno il mondo del futuro.

UNA FESTA ANTICHISSIMA

È solo intorno al 1270 che nascono e si moltiplicano le produzioni, sempre più sofisticate, di maschere, vestiti e costumi. In questo immenso e suggestivo palcoscenico veneziano, che tutti liberava , almeno per un po’, da maldicenze, reputazioni o separazioni di classe.
Specie in una Venezia che era molto attenta a pudore, usi e severe tradizioni.
Così i mascareri divennero artigiani riconosciuti dal Governo di Venezia.
Si moltiplicarono i commerci di stoffe pregiate, gioielli, spezie e ornamenti provenienti dal mitico Oriente.
Era il magico Carnevale, che prendeva forma coi suoi riti e feste.

TI ASPETTIAMO A JESOLO, AL GERMANIA!

Il tuo soggiorno avverrà nell’oasi di Jesolo, con le sue lunghissime spiagge.
Luogo ideale per affiancare a questo breve viaggio anche una sana attività fisica: in bici nei suoi lunghi itinerari intorno alla Laguna di Venezia, o fra i colorati mercatini; oppure con salutari corse mattutine, liberi, davanti al mare e avvolti da aria costantemente pulita.
Sempre circondati dai sorrisi, dalla cortese disponibilità e dai buonissimi dolcetti fatti a mano del Germania, il tuo abituale ritrovo in questa bellissima parte d’Italia.
Sarà un viaggio sorprendente!

UNA TRADIZIONE SUGGESTIVA: LE MARIE!

La tradizionale “Festa delle Marie” rinnova un’antica tradizione Veneziana: le ragazze, di povere famiglie e molto belle, venivano aiutate dai ricchi patrizi con denaro, vestiti molto costosi e rari, gioielli in prestito.
Al giorno d’oggi si celebra l’omaggio che il Doge portava annualmente alle dodici bellissime e umili fanciulle veneziane, arricchendole per il matrimonio con i gioielli dogali.
La Festa delle Marie è un momento splendido per lasciarsi incantare dai costumi dell’antica eleganza veneziana. Dura più giorni, fino alla proclamazione festosa della Maria del Carnevale: la più bella!

TAGIAR LA TESTA AL TORO!

Nella ricorrenza del giovedì grasso dell’anno 1162, che celebra la vittoria del doge Vitale Michiel II sul patriarca Ulrico di Aquileia, con i suoi 12 feudatari ribelli.
In ricordo di questa tentata insurrezione, finita nel sangue, anche i successori del Patriarca dovettero inviare al Doge al comando della Repubblica di Venezia, come dono e compenso, un toro, 12 forme di pane e 12 maiali grassi.
Il toro-Patriarca con i 12 maiali-feudatari venivano messi sulla pubblica piazza, con un rituale che, fra lazzi e scherzi, prevedeva il taglio della testa del toro! Da qui origina il detto veneziano “Tagiar la testa al toro”, che significa chiudere definitivamente una discussione. Gli animali venivano infine macellati e cotti e la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili, il clero, la gente e i detenuti.

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