La Festa delle Marie nel Carnevale di Venezia!

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La Festa delle Marie nel Carnevale di Venezia!

Le più belle.
Per Venezia! 

Il 2 febbraio, giorno della purificazione di Maria, dodici fanciulle del popolo scelte a rappresentare tutta la città di Venezia.

Fin dall’inizio del IX secolo ogni anno, il 2 febbraio, giorno della purificazione di Maria, dodici fanciulle del popolo scelte a rappresentare tutta la città, assieme ai loro promessi sposi si radunavano nella chiesa di S.Pietro di Castello, sede del Vescovado di Olivolo, per ricevere collettivamente la benedizione nuziale.

Dalle partecipanti alla benedizione, venivano selezionate le dodici donne più bisognose: vestivano sontuosi abiti e indossavano gioielli di inestimabile valore, tutti gentilmente prestati dalle principali chiese della città.

Per quel giorno lo stato prestava alle spose dei gioielli e le famiglie patrizie partecipavano addirittura con donazioni alla costituzione della loro dote, che ciascuna ragazza portava nella chiesa in cassette di legno decorate, appositamente costruite e chiamate “arcelle” o “capselle”.

Povere, umili,
...e bellissime!

Ognuna di queste fortunate ragazze veneziane veniva affidata a una famiglia benestante, incaricata di donar loro abiti, gioielli e una dote per prepararle al matrimonio.

La celebrazione delle Marie comprendeva non solo la benedizione delle coppie, ma anche l’estrazione casuale delle dodici giovani più affascinanti tra le famiglie meno agiate della città.

Ognuna di queste fortunate ragazze veniva affidata a una famiglia benestante, incaricata di donar loro abiti, gioielli e una dote per prepararle al matrimonio.

Nei giorni successivi si svolgevano una serie di cerimonie sia civili che religiose, culminanti in una sontuosa processione lungo il Canal Grande.

Durante questo spettacolo, le “Marie” (come venivano chiamate queste ragazze sorteggiate) esibivano la loro bellezza e i loro tesori adornati.

Le celebrazioni includevano balli festosi, banchetti e altri intrattenimenti; contemplare le Marie non solo portava auspici favorevoli, ma rappresentava anche un vero spettacolo per gli occhi del pubblico maschile.
Di conseguenza, la festività si prolungava per numerosi giorni, talvolta fino a due settimane, attirando una moltitudine di persone provenienti da diverse parti del mondo.

Le Marie a Venezia
Un'antica cerimonia conservata per secoli.

Il Doge con tutto il seguito del governo e della nobiltà assisteva alle nozze nella chiesa tutta addobbata e illuminata da centinaia di candele, quindi accompagnava le spose, le Marie, a San Marco, consegnava loro i ceri benedetti e le invitava ad un banchetto in Palazzo Ducale.

Questa è una delle feste più antiche che la Repubblica annoverava nell’ambito delle manifestazioni pubbliche nelle quali il popolo recitava un ruolo importante, da protagonista!

La cerimonia sembrava essere stata istituita per incrementare i matrimoni in una città ancora poco abitata e per dare aiuti a chi si trovava in condizioni economiche disagiate.

Veniva anche distribuito cibo al popolo mentre altre iniziative servivano a mantenere vivo e riconoscente il rapporto della popolazione meno ambiente verso le ricche famiglie delle nobiltà.

E’ ovvio il significato simbolico che la festa andò via via assumendo nel tempo.

Il Doge con tutto il seguito del governo e della nobiltà assisteva alle nozze nella chiesa tutta addobbata e illuminata da centinaia di candele, quindi accompagnava le spose a San Marco, consegnava loro i ceri benedetti e le invitava ad un banchetto in Palazzo Ducale.

E’ evidente che erano le ragazze ad assumere il ruolo predominante durante questa festa, spose future madri di veneziani forti e coraggiosi, mentre i mariti rimangono figure sbiadite ed evanescenti, confuse sullo sfondo della partecipazione popolare.

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Pirati, gioielli, rapimenti
...e la vendetta veneziana.

La Festa delle Marie sembrava essere stata istituita per incrementare i matrimoni in una città, Venezia, ancora poco abitata e per dare aiuti a chi si trovava in condizioni economiche disagiate.

Nell’anno 844, sotto il dogale di Pietro Tradonico o, come alcuni cronisti tramandano, nel 946 sotto quello di Pietro III Candiano, mentre a San Pietro si stava svolgendo la cerimonia del matrimonio, un gruppo di pirati dalmati irruppe in chiesa e tra lo sbigottimento generale rapì le fanciulle impossessandosi anche delle loro arcelle preziose.

Il Doge stesso organizzò immediatamente l’inseguimento dei pirati ponendosi a capo della spedizione.
I Veneziani con le loro barche raggiunsero i rapitori nei pressi di Caorle e li uccisero liberando le fanciulle e recuperando la loro dote.

Da allora la zona dove avvenne lo scontro fu chiamata “ porto delle donzelle”.
Al loro rientro a Venezia il Doge e i liberatori vennero accolti con grande entusiasmo.

La ricompensa di Caorle, la coraggiosa.

Mentre a San Pietro si stava svolgendo la cerimonia del matrimonio, un gruppo di pirati dalmati irruppe in chiesa e tra lo sbigottimento generale rapì le fanciulle veneziane impossessandosi anche delle loro arcelle preziose.

Il Doge chiese ai casseleri, intagliatori del legno e costruttori delle casselle che avevano avuto gran parte nell’impresa di Caorle, quale ricompensa volessero; risposero che era loro desiderio che il Doge visitasse ogni anno la loro parrocchia e la chiesa di Santa Maria Formosa, nello stesso giorno del rapimento a ricordo perenne dell’avvenimento.

La richiesta fu prontamente accolta e fu mantenuta per secoli.
La visita a Santa Maria Formosa fu inserita stabilmente nel calendario delle visite pubbliche del Doge.

Il parroco gli offriva un cappello di paglia intessuto a fili d’oro, del vino, e della frutta perpetuando un’usanza che gli stessi casseleri avevano istituito fin dal primo momento della loro richiesta: se avesse piovuto essi avrebbero provveduto a riparare il Doge con un grande cappello di paglia e se durante il percorso avesse avuto sete avrebbero offerto del vino a suo ristoro.

I festeggiamenti duravano una settimana e culminavano con una regata alla quale partecipavano i più forti e avvenenti giovani della città.

Avarizia, tumulti e statue di legno

I festeggiamenti delle belle Marie duravano una settimana e culminavano con una regata alla quale partecipavano i più forti e avvenenti giovani della città di Venezia.

Tuttavia, la celebrazione delle Marie non era priva di turbolenze: spesso le giovani destinate al matrimonio erano oggetto di corteggiamenti, e nei casi peggiori, di violenze da parte degli spettatori accorsi per ammirarle.

Inoltre, l’estrazione a sorte delle Marie generava tensioni significative tra le famiglie, sia tra quelle meno abbienti (che protestavano in caso di non vincita) che tra le famiglie benestanti (riluttanti a sostenere gli oneri finanziari richiesti).

La celebrazione si estese fino a comprendere nove giorni di festeggiamenti, ma nel 1272, a seguito delle proteste sollevate, il numero delle Marie fu così inizialmente ridotto da dodici a quattro, per poi ulteriormente diminuire a tre.

Questa riduzione venne principalmente attuata per mitigare i considerevoli costi sostenuti dallo Stato e dalle famiglie aristocratiche, che vedevano con disapprovazione l’eccessiva generosità nei confronti delle persone meno abbienti.

Di conseguenza, le vere ragazze furono gradualmente sostituite da statue di legno, conosciute come Marione o Marie de tola (Marie di legno). Sebbene fossero abbigliate e ornate di gioielli, a differenza delle loro controparti umane, non venivano dotate di dote e al termine delle festività, i beni ritornavano alle famiglie che possedevano le statue.

Questo cambiamento portò la celebrazione a perdere gran parte del suo significato originario, e di conseguenza minò il sostegno dei veneziani.
La popolazione reagì con sdegno e ira, addirittura cercando di sabotare l’evento.

Quando scomparve
la Festa delle Marie...

I festeggiamenti delle belle Marie duravano una settimana e culminavano con una regata alla quale partecipavano i più forti e avvenenti giovani della città di Venezia.

Con il passare degli anni le iniziali motivazioni si affievolirono, anche la visita a San Pietro e la cerimonia dello sposalizio furono soppiantate completamente ( a partire dal 1379 ) dal ricordo dei fatti successivi, cioè del rapimento e della sconfitta dei pirati a Caorle.

Legati alla chiesa di Santa Maria Formosa e ai casseleri che avevano in quella chiesa la sede della loro Scuola di mestiere e l’altare di devozione.

A partire dal 1343 anche le dodici bellissime fanciulle in “carne e ossa” rimasero soltanto dodici sagome in legno dipinto, “ le Marie de tola”, che spesso il popolo contestava con il lancio di pietre e immondizie.
Il termine “de tola” passò anche a indicare spregiativamente donne piatte, senza ombra di seno.


Nel 1349, la Repubblica di Venezia si vide costretta a emanare una legge che prevedeva la punizione con la galera per chiunque avesse lanciato ortaggi contro la processione delle Marione.

Tuttavia, questa misura non fece altro che compromettere ulteriormente la reputazione della festa delle Marie, che alla fine, dopo trent’anni, fu definitivamente …abolita.

La Festa rinasce.
E le Marie sono più belle che mai!

La moderna Festa delle Marie durante il Carnevale di Venezia è un evento spettacolare che riporta in vita un'antica tradizione.

Dopo sette secoli di abbandono la Festa delle Marie è stata rilanciata in occasione e in apertura del Carnevale di Venezia da Bruno Tosi.

Il successo è stato immediato e crescente, la versione moderna dell’Evento è subito rientrata nell’immaginario veneziano.

La moderna Festa delle Marie durante il Carnevale di Venezia è un evento spettacolare che riporta in vita un’antica tradizione.

La celebrazione inizia con una magnifica sfilata delle dodici Marie, giovani donne selezionate per rappresentare la bellezza e l’eleganza veneziana.

Queste Marie vengono scelte attraverso un processo di selezione e sfilano in abiti sfarzosi e riccamente decorati, indossando gioielli sontuosi che catturano l’attenzione di tutti.

La sfilata delle Marie avviene lungo le vie più suggestive della città, offrendo uno spettacolo mozzafiato per i numerosi spettatori che affollano le strade.

Le dodici Marie, in un mix di tradizione e modernità, esibiscono la loro eleganza e grazia, creando un’atmosfera incantevole nel contesto del Carnevale di Venezia.

Oltre alla sfilata, durante la Festa delle Marie vengono organizzati vari eventi culturali, spettacoli di musica, danze tradizionali e intrattenimento per i partecipanti di tutte le età.

Questa festa moderna mantiene viva l’essenza dell’antica celebrazione, offrendo un’esperienza indimenticabile che mescola la tradizione storica con il fascino contemporaneo del Carnevale di Venezia.