La Pinza

auguri pasqua 2021

L’Italia è piena di tradizioni, leggende, riti molto più antichi della nostra stessa religione.
Così è bellissimo vedere questo miscuglio di sacro e profano, che mantiene tutta la sua simbologia, i suoi significati e, in fondo, il bisogno di speranza e valori sani a cui aggrapparsi.

La pinza è un dolce caratteristico del nostro Veneto (ma anche in Trentino e Friuli), che si prepara in occasione della Festa dell’Epifania.

Gli ingredienti sono quelli semplici, della tradizione contadina povera di un tempo (ma oggi molto più ricchi che in quel misero passato): vengono mischiati  insieme farina bianca, farina gialla di mais, zucchero e uova, lievito, con l’aggiunta di canditi, fichi secchi, uva passa e semi di finocchio, o di anice a renderla ancora più buona.

Viene insaporita ulteriormente con del vino rosso, come il fragolino, o il vin brulé.

È un dolce molto calorico, ideale per i freddi inverni. È buonissimo e viene solitamente consumato durante il periodo che va dal Natale a dopo la Befana, anche in occasione dei falò di inizio anno, chiamati panevìni (ma di questi ve ne parlerò un’altra volta!).

Ancora adesso quella fiamma è un simbolo di speranza.
Assieme al desiderio di abbandonare le cose tristi, i sogni non realizzati, simbolicamente bruciando le cose non belle del passato (oggi si dà fuoco alla “vecchia”, posta sopra la pira di legna e fascine).

Il rogo viene non di rado benedetto dal parroco e lo scoppiettare dell’acqua santa nel fuoco viene raccontato come il diavolo infuriato che fugge.

Anche la direzione del fumo e delle faville, proprio seguendo le ritualità arcaiche, viene letta come un presagio per il futuro:

«Pan e vin,
ła pinsa soto el camin.
Faive a ponente
panoce gnente,
faive a levante
panoce tante»

Insomma, è l’eterno desiderio umano di poter prevedere e conoscere cosa il futuro ci riserva!

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